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8 luglio 2005


La Terza Via (blairiana e televisiva) dell'antiterrorismo

Nessun cadavere, nessuna persona che blatera nel panico, nessun fumo nero che esce dal sottosuolo, nessuna mostra gratuita di sangue. E' questa la nuova via contro il terrorismo di Tony Blair. E' la via di sinistra, o riformista, comunque alternativa al metodo americano. Se Bush dopo l'undici settembre, che lo ha colto totalmente di sorpresa, ha farfugliato parole d'ordine da cowboy tipo "Veniamo a prendervi", il premier inglese ha detto candidamente e decisamente "Lavoreremo per assicurare alla giustizia i responsabili". Nella totale latitanza della Francia e della Germania (dell'Italia ovviamente non ha senso parlare), l'Inghilterra propone finalmente un terreno valdio sul quale spostare la guerra ai terroristi: quello della comunicazione. Perché a differenza di quello che pensano quelli che hanno tentato la tristissima protesta al G8, il terrorismo non lo hanno inventato né gli americani, né le multinazionali. E mentre Bush non ha saputo pensare nulla di meglio dell'andare fisicamente a prendere uno per uno i terroristi rifugiati in Afghanistan e Iraq, il metodo blairiano è l'unico che sembra potercela fare: annullare i comunicati stampa dei fondamentalisti che parlano tramite le bombe con un'oliatissima macchina mediatica. Quello di oggi sembrava un film già girato, che a Londra avevano già provato varie volte in attesa che accadesse davvero. Tutto è stato perfetto. Non oso pensare cosa accadrebbe con un attentato del genere in Italia (il prossimo paese che verrà colpito). Ma dopo anni di pantano iracheno e conflitti bellici inutili, ora il premier inglese, sempre più unico punto di riferimento possibile nella politica mondiale, ha individuato l'arena giusta. Gli americani la guerra in Iraq hanno iniziato a perderla con le teste tagliate in mondovisione grazie ad Al Jazeera. Se ai terroristi non viene tolta la facoltà di fare opinione non ci saranno Guantanamo che tengono. Il Medio Oriente non c'entra, questi crescono e proliferano nelle nostre città. Sono l'unica vera opposizione al nostro sistema, altro che i black bloc. E la battaglia si combatte sulle nostre televisioni.




permalink | inviato da il 8/7/2005 alle 1:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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