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Il discorso che avrei voluto sentire

Cari colleghi, signor presidente della Camera, la politica italiana è entrata da tempo nel canyon profondo dell’anomalia. Anomali gli attori, anomale le procedure, anomala la prassi, anomale le forme di sostentamento. La mia elezione a presidente della Repubblica, ultraottantenne e non rappresentativo di alcuno dei nuovi filoni politici del secolo da pochi anni iniziato, rappresenta il simbolo massimo di questa anomalia. Io non dovrei essere qui, non dovrei pronunciare questo discorso. La politica italiana è ammalata di assenza di nuova linfa. Le fonti per la formazione di nuova classe dirigente sono prosciugate da anni. Non affluisce vita nelle vene di questo parlamento, sempre più imbalsamato come raffigurato dal mio volto di vecchio comunista da Guerra Fredda. Mi assumo, quindi, la responsabilità di essere il simbolo di questa crisi e mi impegno a guidare l’Italia oltre la transizione infinita, per costruire un’alternanza piena e un travaso vero di novità e di movimento dentro questa teca impolverata che è la Repubblica Italiana. Mi auguro che anche voi vogliate agire in questa direzione. Viva l'Italia, viva la Libertà!

Giorgio Napolitano

Pubblicato il 15/5/2006 alle 19.24 nella rubrica grandi scenari.

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