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Un altro eterno ritorno: il '68

Si parla tanto dell'intervista di Christian Rocca a Paul Berman. La sindrome del blogger mi impone di dire la mia. Di mie ne dico più di una. La prima: ma siamo sicuri che il regime di Saddam Hussein, definito (credo) giustamente fascista abbia qualcosa a che fare con l'islamismo radicale? Non è che se c'è un dittatore, ha i baffi e sta in Medio Oriente deve per forza trattarsi di Islam. Sarebbe come definire Hitler un fondamentalista protestante perché stava in Germania. Mi risulta, invece, che il regime di Saddam fosse laico, che l'Islam sia stato utilizzato solo nella fase finale della dittatura, che Bin Laden sia un'altra cosa. La seconda: siamo sicuri che un regime come quello fascista, che perseguitava, internava, uccideva, teneva un popolo sotto la pistola della dittatura, sia comparabile con il fondamentalismo islamico che, detto cinicamente, dalle nostre parti ne ammazza una manciata una tantum (New York, Madrid, Londra...)? Un regime è una cosa seria, e ha poco a che vedere con il terrorismo. Stare sotto il ricatto dell'illibertà è ben diverso che temere forse un giorno un attentato. La terza: ma il Sessantotto che c'entra? Che c'entra con l'undici settembre? Qui non abbiamo movimenti di piazza, non abbiamo giovani che si organizzano, non abbiamo una generazione che si ribella. Tutt'al più se ci sono state manifestazioni, sono state contro la guerra in Iraq. Di che parla Berman? Mi sembra solo nostalgia dei bei tempi. Ma tanto basta inventarsi una bella stronzata che faccia titolo e il più è fatto.

Pubblicato il 21/4/2006 alle 1.11 nella rubrica ortaggi.

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